Simboli ed emozioni di Napoli
Il tempo spesso caratterizza i popoli disegnandone tratti che diventano perpetui.
Le radici storiche, le dominazioni che si sono succedute e le vicissitudine del tempo ne delineano contorni che finiscono per rappresentare il volto stesso di un luogo e del suo popolo.
Oggi parleremo con Michele Maddaluno titolare dell’azienda OpenHeArt che ha saputo incorniciare simboli imperituri di un’intera tradizione legata alla città di Napoli.
V: La tradizione e il folklore sono espressione di un popolo e della sua storia.
Per Napoli, tutto ciò assume colori vividi di un sentimento, a volte di una speranza, diffusi. OpenHeArt sembra essere una sintesi artistica di quanto detto.
Come nasce l’idea?
M: L’idea nasce dall’osservazione della cultura che caratterizza il nostro territorio e dal riprendere e rivisitare i simboli che la rappresentano in una chiave diversa.
Li abbiamo messi in cornice, aggiungendo dei messaggi emozionali scritti in lingua napoletana.
V: Quali sono le radici emotive delle immagini che rappresentate?
M: Le radici emotive dei soggetti che rappresentiamo, affondano nella consapevolezza della precarietà dell’esistenza, quello che ad esempio evoca l’immagine del Vesuvio.
È un’emotività che non cerca di negare il dolore o la morte, ma li incorpora nella vita, trasformandoli in arte, fede, humour e simboli potenti che il mondo riconosce come unici.
V: Quanto sono importanti i materiali e i colori usati?
M: Sono fondamentali, imprescindibili… la ceramica in primis di cui sono fatti i nostri soggetti, poi il legno delle cornici che li contengono, materiali che ancora oggi sono usati dalla manifattura artigianale del nostro paese.
V: Sono oggetti più apprezzati dai turisti o dagli stessi partenopei?
M: Mi sento di affermare che sia i partenopei che i turisti apprezzano molto i nostri articoli, vista la loro presenza e l’affermazione che hanno avuto sia in zone turistiche che nella stessa città di Napoli.
V: Cosa vedi nel futuro dell’azienda?
M: Ci vedo un lungo cammino già iniziato da tempo nella ricerca di nuove interpretazioni di quello che caratterizza il nostro territorio, saremo custodi della nostra storia. Non vedo un futuro nella produzione di massa ma l’intenzione è quella di diventare un piccolo polo di eccellenza nel nostro settore.
V: Chiudiamo con il chiederti qual è l’immagine, fra quelle realizzate, a cui sei più legato e perché?
M: Direi Pulcinella. Figura che resiste al tempo e lo attraversa senza perdere affezione da parte dei napoletani. Mi lega a questo simbolo ciò che rappresenta: Il “ritratto” di un certo modo di essere napoletano: irriverente, passionale, tragico-comico, sempre in bilico tra la rassegnazione e la rivolta, gioia e sofferenza.





Post a comment: